Moscato Bianco

Utilizzo: Come già s’è detto, il Moscato bianco dà un’uva tipicamente da vino (anche se, come tutte le uve aromatiche, viene anche gradita pel consumo diretto, pur mancando dei requisiti di bellezza che si richiedono per un’uva da tavola).

 

  • Età delle viti: anni 6 [Pie.]; 30 anni [Tr.]; anni 25 [Sir.]; 15 anni [Temp.];
  • Sistema di allevamento: a spalliera media [Pie.]; alberello pugliese; attualmente si tende ad introdurre la forma a spalliera per la maggiore produzione che dà [Tr.]; alberello [Sir.]; alberello sardo [Temp.];

Caratteristiche ed Attitudini colturali:

  • Vigoria: buona (prossima a quella del Barbera) (Piemonte); poco vigoroso (Tr.); media (Sir.); media o scarsa (Temp.). Vuole potatura di media espansione (in Piemonte: tipo Guyot con 10-12 gemme; nel Sud e nelle Isole, potatura corta).
  • Produttività: regolare, inferiore però a quella del Barbera (Piemonte); costante e soddisfacente (Eug.); bassa, non molto costante (Tr. – in Puglia da 30 a 50 ql. d’uva per ha); scarsa ma costante (Sir.); media o scarsa, incostante (Temp.). Non va soggetto a colatura o impallinamento; però sovente gli acini sono di grandezza disforme.
  • Posizione del primo germoglio fruttifero: per lo più 3° nodo, ma anche 2° (Tr.), e 1° (Temp.).
  • Numero d’infiorescenze per germoglio: per lo più 2 (uno, raramente 2 – Tr.).
  • Resistenza alle malattie: alquanto recettivo all’oidio (Piemonte); un po’ sensibile alla peronospora (Eug., Tr., Temp); piuttosto sensibile ai freddi (Piemonte).

Portinnesti più usati: si comporta ottimamente col 420 A (Prov. di CN, AT, AL); col 41B (AT, AL); col 161-49 (AL); bene con la Rupestris du Lot (CN); con la Kober nelle 3 province del Piemonte; si comporta bene coi vari portinnesti (Eug., Tr., specialmente col 420A); ottima affinità con la Rupestris du Lot e il 17-37; buona col 420A, mediocre col 41B e 157-11; insufficiente col 3309 e 101-14 (Temp., Mameli).

Esigenze: il Moscato è uno dei vitigni più esigenti nei riguardi del terreno. In una stessa regione, anche a distanza di poche centinaia di metri, possono cessare le condizioni favorevoli per una conveniente coltura e per ottenerne prodotti veramente pregiati. Ciò è particolarmente controllabile nella regione italiana dove esso ha la maggior importanza, sia per entità di produzione che per rinomanza mondiale dei vini che se ne ottengono, cioè il Piemonte, o meglio quel complesso collinare, compreso in gran parte nelle prov. di Asti, Alessandria e Cuneo, e che ha per centro Canelli. E’ da notare che l’altitudine di questa zona varia da 100 a 400 metri; però la maggior parte dei vitigni di Moscato sta fra i 200 e 280 metri.

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